Scontro Renzi – Anm, i magistrati chiedono rispetto

Scontro Renzi –  Anm, i magistrati chiedono rispetto

Matteo Renzi ieri sera ospite di Fabio Fazio, a “Che tempo che fa”, ha denunciato pubblicamente come in Italia ci siano dei poteri forti che lavorano contro di lui. Non ha precisato quali siano le corporazioni che si oppongono al suo operato. Certo negli ultimi tempi qualcuno in disaccordo con la politique politicienne renziana si sta appalesando. Della Valle, presidente di Tod’s, lo ha definito “un sola”, la Cei ha criticato apertamente l’idea del Governo di modifica dell’articolo 18 e infine, ma non per ultima, la diatriba aperta con la magistratura. E proprio su questo fronte si apre oggi un vero e proprio scontro, con l’Associazione nazionale dei magistrati, guidata da Roberto Sabelli, che in una nota sottolinea che sulla giustizia Renzi “ha ripetuto ieri affermazioni riguardanti l’azione della magistratura e il concreto funzionamento degli Uffici giudiziari italiani che non corrispondono alla realtà dei fatti. La magistratura ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzarla a secondi fini. Ci si attende uguale rispetto da parte di tutti”, scrivono ancora i magistrati.

La nota interviene in particolare sulla questione degli stipendi “l’Anm non ha mai dichiarato che l’introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni di 240.000 euro annuali sia un attentato alla libertà o all’indipendenza della magistratura”, della chiusura estiva dei Tribunali “gli uffici giudiziari non chiudono mai e l’Anm non ha mai dichiarato che la riduzione della sospensione feriale e delle ferie sia un attentato ai magistrati” e delle ferie dei magistrati “in tale periodo i magistrati erano comunque tenuti al deposito dei provvedimenti, non essendo prevista alcuna sospensione dei relativi termini. Dunque, il numero dei provvedimenti emessi è indipendente dalle ferie godute, la cui riduzione non potrà determinare alcun incremento di produttività”.

“Ci auguriamo di avere fatto – si spera definitiva – chiarezza, nell’interesse di una corretta informazione e della dignità di quanti operano con sacrificio e impegno nel delicato settore dell’amministrazione della Giustizia”, conclude l’Associazione nazionale magistrati.

Ora la palla ripassa al segretario del Pd, oggi pomeriggio impegnato nella direzione nazionale del partito sul Jobs act, che probabilmente coglierà l’occasione per rispondere.

Francesco Mancuso

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