Ryder Cup, il trofeo resta in Europa

Ryder Cup, il trofeo resta in Europa

Resta in Europa, per la terza volta consecutiva, la Ryder Cup. Gli Stati Uniti non sono riusciti così a interrompere il dominio europeo: resta netto il divario tra le due selezioni, Europa sempre in vantaggio fin dalla prima giornata. La sensazione è stata quella di un formazione nettamente superiore che concede agli avversari qualche punto più per distrazione che per carenze tecniche. Sul green del Gleneagles Hotel in Scozia, gli uomini capitanati dall’irlandese McGinley partivano coi favori del pronostico, ampiamente rispettati.  L’ottavo successo negli ultimi dieci tornei è stato costruito grazie ad una netta prevalenza europea nei foursome e con un piccolo tesoretto costruito nelle prime due giornate, prima dei singoli, chiuse 10 a 6. Non rimaneva poi che da controllare la situazione nella terza giornata, compito portato a compimento agevolmente e con un parziale ancora in positivo (6,5 a 5,5), per un risultato finale di 16,5 a 11,5. Nelle vittorie totali ancora ampio il divario che ci divide dagli Stati Uniti, avanti nell’albo d’oro con 26 vittorie (una grazie ad un pareggio da detentori) contro le 14 nostrane (lo stesso discorso, una grazie ad un pari da detentori), ma in realtà il trend è profondamente diverso rispetto al passato: dal 1979 sono state 11 le vittorie dei continentali contro le sole 7 dei uomini oltre l’Atlantico. Ben 8 di queste negli ultimi dieci anni. Con l’ingresso nella competizione di una selezione europea le cose sono cambiate nettamente, e nel giro di qualche anno anche dalle nostre parti abbiamo imparato come si gioca a golf.

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