Rovigo, incidente sul lavoro: morti quattro operai

Rovigo, incidente sul lavoro: morti quattro operai

Sono morti quattro operai ad Adria, in provincia di Rovigo, in seguito ad un incidente in una ditta per il trattamento di rifiuti industriali. Un quinto è in condizioni gravi dopo aver esalato quantità dannose di acido solforico. Dalle prime ricostruzioni risultavano soltanto tre le perdite, ma nella mattinata di ieri è stato rinvenuto il cadavere di un quarto uomo.

Non chiare ancora le dinamiche dell’incidente, avvenuto sul lavoro, ma sembra non si tratti di un esplosione come inizialmente ipotizzato, bensì di un mix tra sostanze chimiche che avrebbe creato vapori altamente tossici. Questi hanno investito i cinque che probabilmente erano privi di maschera protettiva. Le analisi chimiche e le autopsie sui corpi riveleranno la verità, intanto  le forze dell’ordine dovranno capire se siano state rispettate dall’azienda tutte le norme sulla sicurezza e se sia stato fatto qualche errore da parte degli operai.

 I vigili del fuoco hanno dato il via alle operazioni di soccorso con difficoltà a causa della possibilità che si formasse una nube tossica e secondo le prime informazioni uno di loro sarebbe anche rimasto ferito in seguito ad una caduta. Le centraline mobili dell’Arpav continuano a monitorare l’aria, mentre il sindaco ha dichiarato il lutto cittadino. Sul luogo è giunto anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, per testimoniare la vicinanza del Governo all’accaduto, ricordando che “nel 2011 sono state introdotte norme che richiedono una specifica qualificazione per le imprese e i lavoratori operanti in ambienti sospetti di inquinamento. Su questa problematica è stata anche programmata, in questi ultimi anni, una specifica azione di vigilanza congiunta fra ispettori del lavoro e ispettori Asl proprio per verificare le corrette modalità di esecuzione di tali delicatissimi lavori”. Modalità che probabilmente non sono state rispettare a Adria, come ipotizza il pm di Rovigo Sabrina Duò: “Errore umano? Tutto può essere – ha detto – ma dai primi elementi sembrerebbe che qualcosa qui non è stato rispettato sotto il profilo del ciclo di produzione. Qui non è solo un problema di mascherine”.

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