Revisione Istat, il Pil 2013 non cambia ma calano deficit e debito

Revisione Istat, il Pil 2013 non cambia ma calano deficit e debito

L’Istat rivede i conti pubblici dopo aver adottato il nuovo sistema europeo dei conti nazionali e regionali. Rispetto ai dati diffusi nel marzo, secondo l’istituto di statistica, nel 2013 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.618.904 milioni di euro correnti, con una riduzione dello 0,6% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è diminuito dell’1,9%. Inoltre, rispetto a marzo, il livello del Pil nominale per l’anno 2013 è stato rivisto al rialzo del 3,8%. I tassi di variazione del Pil per gli anni recenti hanno, invece, subìto revisioni molto contenute. In particolare, il tasso di variazione del Pil in volume del 2013 è risultato identico a quello stimato a marzo 2014; quello relativo al 2012 è stato rivisto al rialzo da -2,4% a -2,3%. “Dal lato della domanda nel 2013 si registra una caduta in volume del 2,3% dei consumi finali nazionali e del 5,4% degli investimenti fissi lordi, mentre le esportazioni di beni e servizi hanno segnato un aumento dello 0,6%. Le importazioni sono diminuite del 2,7%. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato un calo in volume in tutti i principali comparti, ad eccezione dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+0,6%). Le diminuzioni sono state del 3,0% nell’industria in senso stretto, del 5,8% nelle costruzioni e dell’1,2% nei servizi. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP), misurato in rapporto al Pil, è risultato pari a -2,8%. La stima pubblicata ad aprile scorso, definita in base ai criteri del Sec 95, era pari a -3,0%. L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) espresso in rapporto al Pil risulta ora del 2,0%, con una revisione al ribasso di 0,2 punti percentuali rispetto alla stima in vecchio Sec” si legge in una nota dell’Istat.

Fatturato e ordinativi dell’industria

Sono stati diffusi oggi anche i dati sul fatturato dell’industria italiana. Secondo l’Istat a luglio 2014 il fatturato dell’industria, al netto della stagionalità, è diminuito dell’1,0% rispetto a giugno, registrando flessioni sia sul mercato estero, sia su quello interno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo cala dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti (-1,3% per il fatturato estero e -1,2% per quello interno). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 23 come a luglio 2013), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dell’1,3%, con un calo del 2,2% sul mercato interno ed un incremento dello 0,5% su quello estero. Nella nota diffusa dall’Istituto di statistica si legge: “Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano le maggiori flessioni congiunturali per l’energia (-5,8%) e per i beni intermedi (-1,2%). L’indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, dell’1,3%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dei beni intermedi. Per il fatturato l’incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali (+7,8%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,4%). Per gli ordinativi totali, si registra una variazione negativa congiunturale dell’1,5%, dovuta a flessioni del 2,1% degli ordinativi esteri e dello 0,9% di quelli interni. Nel confronto con il mese di luglio 2013, l’indice grezzo degli ordinativi segna una diminuzione dello 0,7%. L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+12,8%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,2%)”.

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