Renzi non s’illude, 2014 in bolletta

Renzi non s’illude, 2014 in bolletta

E’ stato un Renzi in tono dimesso, quello che nella serata di martedì ha affrontato la terza Camera dello Stato. Nulla di straordinariamente positivo sui numeri della nostra economia ed ammissioni su come poco, o nulla, si sia mosso dal suo insediamento a Palazzo Chigi. Il Premier ha infatti ammesso che con un Prodotto Interno Lordo che si attesterà attorno allo zero, sono veramente poche le speranze per vedere l’Italia fuori dal tunnel. Unica nota positiva è l’annuncio di  essere impegnato allo studio di una riduzione delle tasse sul , ma per far questo bisognerà attendere la prossima legge di stabilità. Ma il Premier e Segretario del Pd, non ha potuto fare a meno di lanciare un appello al suo partito, entrato in mille e un conflitto in queste ultime settimane,. Quanto alla sua leadership, non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro: “Lasciare la segreteria? Non ci penso, nemmeno un nanosecondo. Adesso ci sono tre anni senza passaggi elettorali, il Pd cosa fa? Sta a discutere guardandosi l’ombelico o prova a cambiare il Paese? Per questo dico, se volete cambiare il Paese venite e lavoriamo, per tre anni facciamola finita con le polemiche interne”. Infine sul capitolo più scottante, quello legato alle ultime vicende nate da inchieste giudiziarie in Emilia Romagna, nulla da da registrare sui taccuini dei cronisti. Il padrone di casa Bruno Vespa ha infatti evitato di infilarsi in questo vicolo decisamente spinoso per il Premier e malgrado le sollecitazioni dei tanti giornalisti presenti dentro e fuori lo studio, Renzi ha evitato ogni commento.

 

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