Primarie PD Emilia Romagna: come previsto vince Bonaccini

Primarie PD Emilia Romagna: come previsto vince Bonaccini

Era previsto ed è accaduto. Alle primarie PD per la scelta del candidato presidente per le elezioni regionali del 23 novembre prossimo, è stata netta l’affermazione di Stefano Bonaccini, segretario regionale e membro della segreteria nazionale. Bonaccini ha ottenuto 34.751 voti, pari al 60.93%. Ha battuto l’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani, che ha totalizzato 22.285 voti, pari al 39.07%. Complessivamente, hanno votato per le primarie del 2014 poco più di 58.000 aventi diritto. Molti meno di quanti votarono alle primarie per la scelta dei parlamentari a dicembre del 2012, che furono 155.000, e un settimo rispetto a coloro che votarono per le primarie nazionali per l’elezione del segretario. E soprattutto, davvero pochi se si pensa che il bacino elettorale del Partito Democratico in Emilia Romagna è di 980.000 voti per l’elezione della Camera nel 2013, 1.212.000 alle Europee dello scorso 25 maggio, mentre alle elezioni regionali del 2010, il PD ottenne 857.000 voti. Insomma, il dato relativo all’affluenza alle primarie emiliane del 2014 non può che essere considerato un mezzo flop, in una terra che ha sempre offerto un fortissimo attaccamento alla democrazia della partecipazione. I dirigenti emiliani del Partito Democratico trovano tuttavia una giustificazione di quella che, di fatto, è l’affluenza più bassa nella storia politica di questa regione, nella relativa scarsità di tempo concessa alla campagna elettorale (le candidature furono presentate ufficialmente in apertura della Festa nazionale dell’Unità a Bologna, il 27 agosto). Tra l’annuncio dei candidati e la domenica in cui le primarie si sono svolte, è intervenuta la Procura di Bologna, che prima ha consegnato un avviso di garanzia a Matteo Richetti, che si ritirò dalla competizione, e poi lo stesso avviso per Stefano Bonaccini. Entrambi erano stati accusati dello stesso reato, relativo alle indagini in corso sull’uso dei fondi concessi ai gruppi politici della Regione. Bonaccini decise di non rinunciare, ed è di questi giorni la decisione della stessa Procura bolognese di chiedere l’archiviazione del suo caso. Di fatto, la campagna elettorale per le primarie è stata segnata più da fatti di cronaca giudiziaria che da confronti politici. E probabilmente è questa una delle ragioni più forti per l’affluenza così scarsa il 28 settembre.

Le prime dichiarazioni di Stefano Bonaccini, che molto probabilmente il 23 novembre succederà a Vasco Errani sulla poltrona di presidente della Regione Emilia Romagna, sono rasserenanti: “è solo il primo tempo, e come ho sempre detto la cosa più importante è il risultato finale. Abbiamo due mesi per fare una campagna elettorale vera, che è quella contro gli avversari”. Da parte sua, l’avversario delle primarie, Roberto Balzani si è detto positivamente sorpreso del suo risultato, anzi lo giudica “un clamoroso successo personale”. Per il flop dell’affluenza, Balzani lancia un atto di accusa contro il PD, che a suo dire ha volontariamente e strategicamente fatto di tutto per pervenire ad un risultato così basso nell’affluenza.

Pino Salerno

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