Povera Italia, camicia bianca e girocollo scuro

Povera Italia, camicia bianca e girocollo scuro

L’uno, Renzi Matteo, in maniche di camicia, rigorosamente bianca, l’altro, Marchionne Sergio. In girocollo rigorosamente scuro. L’ uno, presidente del Consiglio e segretario del Pd a zonzo negli Usa, l’altro, amministratore delegato di Fiat presidente e ad di Chrysler, leggi Fca con sedi legali e fiscale  in Olanda e a Londra  per pagate meno tasse quotata, in Borsa a New York e un pezzettino anche a Milano. Sede dell’incontro, Detroit, quartier generale di Aca. I due si avvicinano, la telecamera li segue passo passo. Pare siano lì lì per abbracciarsi. Poi, proprio a stretto contatto,uno con l’altro, si ripensano. Forse li prende un senso di pudore.

La sceneggiata  fra Renzi e Marchionne

Il premier italiano,per non perde il vizio, scherza, ma forse non troppo e chiede all’ ad : “ Quanti dipendenti avete qui? Risponde Marchionne: “Quindicimila qui a Auburn Hill e altri diecimila nell’’area Detroit”” “Qualcuno-risponde con chiaro riferimento offensivo ai lavoratori italiani- mandiamolo a Melfi”. E Marchionne: “A Mlfi ne abbiamo abbastanza, abbastanza per le cose che dobbiamo fare”.

Poi arrivano gli elogi sperticati all’ ad col maglioncino girocollo, Renzi parla della sua “grande intuizione”. “Due aziende che stavano fallendo- ha detto- che sono state risollevate e assicurato un futuro”. Insomma per lui Marchionne è un esempio  da seguire in tutto e per tutto. Del resto non è la prima volta:quando cacciava la Fiom dalle fabbriche italiane Renzi aveva parole di elogio.  Renzi coglie l’occasione per attaccare la minoranza del partito: “Non mi interessa-dice- cosa pensa questo o quell’esponente del mio partito.”

Il  fastidio del premier per le critiche della Conferenza episcopale

Letta la nota della Cei, la Conferenza episcopale che lo striglia, offre il meglio di sé: “L’idea di essere qua nel secondo edificio più grande d’America, dopo il Pentagono, aver visto macchine su macchine e dover rispondere sulla Cei mi sembra un po’ fuori luogo, come se andassimo in Vaticano a parlare del nuovo Voyager. Rispetto ogni tipo di valutazione che venga dalla Cei o da altri. Ma parliamo di altro.”. E pensare che ovunque ricorda il suo passato di boy scout . Anzi, li va proprio a trovare i giovani cattolici. Ma i vescovi possono andare al diavolo quando non sono pro domo sua. I sindacati?La Cgil? Vogliono scioperare, manifestare? Facciano pure. E dagli Usa avverte la sua corte : non si tratta, non si media sull’articolo 18. Io voglio cambiare tutto”. La mia unica, grande e straordinaria preoccupazione-dice- è ridurre il numero di disoccupati in Italia “In fatto di arroganza ha un buon maestro proprio in Marchionne che  continua “ad appoggiare Renzi  e lo incoraggia: “Ho assorbito diverse critiche dall’Italia e me ne sono fregato-sottolinea con parole certo non eleganti – suggerisco al premier di fare lo stesso”. suggerendo poi al premier Marchionne, che ha suggerito al premier di “fare lo stesso”.

Della Valle:” El’incontro fra due grandissimi sòla”

Lasciamo il commento   a Diego Della Valle,patron di Tods, azionista del Corriere della Sera  come Marchionne: “E’ l’incontro fra due grandissimi sòla”. Termine romanesco-spiega- : “Persone che non mantengono ciò che promettono. E mi dispiace per Matteo – aggiunge- dell’altro ho già parlato in diverse occasioni”. Dal tour americano di Renzi una conferma: lui si presenta come il salvatore della patria,di una Italia che ha bisogno di cambiare verso e solo lui può farlo,  si sente un po’come  gli sceriffi del vecchio west.

Il bisogno di creare ovunque avversari del  governo

Ha bisogno di creare nemici anche quando non ci sono. Alla minoranza del suo partito può concedere a mala pena, il diritto di parola, i parlamentari che hanno presentato emendamenti  si allineino rapidamente. I sindacati,la Cgil in particolare, sono diventati il nemico da sconfiggere,i magistrati non se ne parla, inviano per citofono gli avvisi di garanzia,sono sempre in ferie, fannulloni nel pubblico impiego sono tutti burocrati da inviare al confino. I poteri forti non sa neppure dove stanno. I vescovi si occupino d’altro. Ci manca Papa Francesco ma se i “ suoi” fanno le bizze ce ne sarò anche per lui. Della valle,dice che “è in stato confusionale”.

Il sostegno di Napolitano, insolito e pesante, al premier

Errore:  il premier deve tradurre gli annunci in fatti. E’ vero che trova il sostegno, insolito e talora pesante, del Capo dello Stato,leggi i suoi interventi sulla riforma del lavoro, i “ conservatorismi e i corporativismi” e quelli sui magistrati. Ma sa bene che gli annunci resteranno annunci,che la legge di stabilità e alle porte, l’Europa non gli offrirà sponde, Darà la colpa ai suoi nemici già individuati e messi all’indice. Si proporrà di  guidare un governo di salvezza nazionale. Berlusconi è già pronto. Machionne  eil mondo che attorno a lui gira,assicurano il  loro impegno.. Fantasie? Forse. .Può darsi però ‘i “retro scenisti “ di professione qualche volta ci azzecchino. E  il Pd.? Un’altra storia, sperando che esista ancora.

Alessandro Cardulli

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