Parigi, ecco l’asse anti-Isis: “Pronti ad usare ogni mezzo”

Parigi, ecco l’asse anti-Isis: “Pronti ad usare ogni mezzo”

Si cementa l’alleanza contro lo Stato Islamico dopo la decapitazione dello scozzese David Haines, ultima vittima dei jihadisti. In prima linea Gran Bretagna e Stati Uniti, pronte a tutto per “scovare gli assassini” di Haines e dei giornalisti James Foley e Steven J. Sotloff, seguite dalla Francia. Oggi a Parigi il presidente Hollande e il presidente iracheno Faud Massun hanno accolto alcuni ministri degli Esteri, tra cui Federica Mogherini, invitati a partecipare alla conferenza sulla pace e sulla sicurezza in Iraq con lo scopo di impostare una strategia comune nella lotta ai militanti dell’Is. Il documento finale approvato dalla coalizione, che conta 25 Stati, evidenzia l’urgenza di un’azione determinata contro lo Stato Islamico. In primo luogo si rende necessario rafforzare la sorveglianza alle frontiere e coordinare al meglio i servizi di sicurezza: l’Iraq sarà appoggiato con ogni mezzo, compreso “un adeguato aiuto militare”, ma sempre tenendo conto del diritto internazionale e senza mettere a rischio la sicurezza della popolazione civile.

Aerei francesi in ricognizione – Nel frattempo la Francia darà il via anche ai primi voli di ricognizione militare in Iraq. Proprio ieri il presidente iracheno Massum aveva chiesto “un intervento aereo in tempi rapidi” contro i miliziani dell’Is. “E’ necessario agire velocemente, perché se c’è un rinvio, se questa campagna di sostegno all’Iraq viene rinviata, lo Stato Islamico potrebbe occupare altri territori e la sua minaccia aumentare”, ha spiegato Massum. “Nessuno aereo militare italiano sarà impegnato in Iraq” ha spiegato nel frattempo il ministro degli Esteri Federica Mogherini che aggiunge: “l’Italia giocherà un ruolo da mediatore per mettere sempre di più in sintonia i Paesi che confinano con l’Iraq perché lavorino insieme per arginare l’Is”.

Stanno bene il gesuita Dall’Oglio e le due cooperanti italiane – Intanto, dalla Siria arrivano notizie positive per Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due cooperanti italiane rapite nei pressi di Aleppo, e per il gesuita padre Paolo Dall’Oglio. A rompere il muro di silenzio che per giorni, mesi ha riguardato la loro sorte, una notizia diffusa da Aki-Adnkronos international, che ha raccolto la testimonianza di un ufficiale dell’Esercito libero siriano, che gioca un importante ruolo nello scacchiere del conflitto e che nulla ha a che vedere con i terroristi del cosiddetto Stato Islamico. I tre prigionieri con ogni probabilità non sarebbero insieme, ma certamente sono ancora in vita. Quanto alle due volontarie, sarebbero state sequestrate da un commando armato, che nulla avrebbe a che vedere con lo ‘ Stato Islamico’. Poi però l’ufficiale oppositore dei lealisti siriani ha affermato: “C’è uno stallo nelle trattative in corso per la loro liberazione. Se non andassero a buon fine, però, ci sarebbe il rischio che vengano trasferite a un altro gruppo, non escluso l’Is”. Dunque in queste ore l’attività della nostra intelligence sarebbe straordinariamente attiva nel tentativo di sottrarre le due donne e il religioso alle mire criminali del ‘Califfato’. Poi nella notizia diffusa da Aki International si legge ancora la posizione espressa dall’ufficiale nel merito di una possibile trattativa per la liberazione dei nostri ostaggi: “Da parte nostra cerchiamo di evitare di diffondere notizie che riguardano la trattativa in corso per l’incolumità loro e degli altri ostaggi in mano agli stessi rapitori, che sono più di 20. La maggioranza di questi ostaggi è composta da stranieri”, ha aggiunto l’ufficiale a condizione di mantenere l’anonimato. La fonte non ha voluto identificare a quale gruppo appartengano i rapitori, precisando però che “non fanno parte della Rivoluzione siriana” che dal marzo 2011 combatte contro il regime di Bashar al-Assad. Resta alta, invece, la preoccupazione per Alan Henning, comparso nel video della decapitazione di Haines, minacciato di morte dai terroristi dell’Is.

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