Libia, affonda barcone di migranti

Libia, affonda barcone di migranti

“Ci sono tanti morti che galleggiano sul mare”. Così Ayub Qassem, portavoce della marina militare di Tripoli, a commento della diffusione della notizia di una nuova tragedia nelle acque del Mediterraneo. Un altro barcone di migranti, con a bordo 250 persone, è affondato al largo delle coste libiche. Solo 36 le persone al momento recuperate, tra le tante partite dal Nord Africa in cerca di fortuna altrove. Confermata la presenza a bordo di molte donne e bambini, per la grande maggioranza africani. Molto scarsi i mezzi a disposizione delle autorità, fatto che ha reso i soccorsi ancor più difficoltosi e che ha quindi aggravato la situazione. La maggioranza delle navi, infatti sono state prese in prestito dal ministero del Petrolio, e la “flotta” si compone di pescherecci e rimorchiatori. Nel caos post Gheddafi, questo è solo uno degli effetti non risolti in Libia, oltre appunto a quello vergognoso del traffico di esseri umani.

Negli ultimi tre giorni sarebbero più di 500 le vittime nella sola area al largo della Libia, con tre naufragi accertati secondo le stime giunte da Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr. Ben 2mila, invece, quelle dell’immigrazione in mare dall’inizio dell’anno, almeno secondo l’agenzia Habeshia, che raccoglie proprio le segnalazioni sul fenomeno. Lo scorso 24 agosto, sempre al largo delle coste libiche, un naufragio molto simile a quello di oggi aveva portato alla scomparsa di 170 tra profughi e marinai. Senza dimenticare la tragedia che diede il via all’operazione Mare Nostrum, avvenuta l’ottobre scorso presso le coste della Sicilia, con più di 200 morti accertate. Continua a tingersi di rosso il Mediterraneo, che dalla fine degli anni ’80 conta più di 20mila migranti persi nelle sue acque.

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