Lavoro, si accende lo scontro nel Pd sull’art.18. Pronti gli emendamenti

Lavoro, si accende lo scontro nel Pd sull’art.18. Pronti gli emendamenti

Dopo il “cascate male, io le cose le cambio davvero” del Premier, rivolto alla minoranza del partito, la risposta è arrivata a stretto giro di posta. Infatti le minoranze hanno presentato oggi sette emendamenti alla legge delega sul lavoro: le modifiche proposte riguardano vari temi, dall’articolo 18 agli ammortizzatori, ma si riferiscono tutti all’articolo 4 del testo, che riguarda il contratto a tutele crescenti e quindi il riordino delle forme contrattuali.

La decisione è stata presa al termine di un vertice durato circa due ore, nella sala Aldo Moro alla Camera, a cui hanno preso parte gli esponenti delle diverse aree della minoranza Pd: tra gli altri, i riformisti Alfredo D’Attorre e Stefano Fassina, ma anche Rosy Bondi, Pippo Civati, i presidenti delle commissioni Bilancio e Lavoro della Camera Francesco Boccia e Cesare Damiano. E ancora, Vannino Chiti, Barbara Pollastrini, Paolo Fontanelli.

Stamattina i senatori dem si sono confrontati in un’assemblea a Palazzo Madama con il ministro del Lavoro, Poletti e il responsabile economia del partito, Taddei. Il ministro ha ribadito che non è mai stato in discussione il reintegro per i licenziamenti discriminatori: “Parola di ministro. Le polemiche in caso di licenziamento discriminatorio sono infondate. Sull’articolo 18 la mia posizione è che prima bisogna avere chiaro il quadro degli ammortizzatori”.

Non è in discussione l’impianto della delega“, ha spiegato invece la senatrice Cecilia Guerra, aggiungendo che “gli emendamenti sono contributi costruttivi nel merito per migliorare il provvedimento, non sono emendamenti ideologici”. Alla domanda se la minoranza del Pd voterà la legge delega anche se non recepisse gli emendamenti, la senatrice ha risposto: “Gli aut-aut non sono nel nostro spirito“.

“Non sono una valanga di emendamenti, non vogliamo conflitti né facciamo agguati”, ha aggiunto il senatore Federico Fornaro. Al momento, in calce ai sette emendamenti ci sono da 28 a 38 firme di senatori del Pd, ma la scadenza per la presentazione è fissata alle 19.00 di oggi. In totale i senatori democratici sono 109.

Nella sostanza il contratto a tempo determinato deve costare di più e ci deve essere questa indicazione nella delega sul lavoro. Questo il contenuto di un emendamento delle minoranze del Pd (area riformista, sinistra dem, civatiani). Un altro prevede invece la piena tutela dell’articolo 18 per tutti i neoassunti dopo i primi tre anni di contratto a tutele crescenti e un altro ancora che la possibilità di cambiare le mansioni di un lavoratore, in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale, vada definita sulla base di “parametri oggettivi” e comunque necessiti di un accordo tra le parti, con una previsione a livello di contrattazione collettiva, anche aziendale.

Ma c’è ancora spazio per le trattative per raggiungere un intendimento. Per questo la minoranza chiede un incontro con l’entourage del segretario Pd per formulare un documento unitario da portare in direzione: la richiesta arriva dalla sinistra del partito, ma non solo.

Al termine di una riunione a Montecitorio, la minoranza interna avverte: “non si pensi di andare in direzione a chiedere un voto a maggioranza e, magari, utilizzare provvedimenti disciplinari per far valere la disciplina di partito”, spiega Alfredo D’Attorre.

Infine, l’ultimo avvertimento al Premier: senza modifiche alla delega sul lavoro, sarà chiesta alla base, agli elettori democratici, di esprimersi con un referendum.

La partita è appena cominciata, ancora non è dato sapere se Renzi concederà spazio alle trattative per modificare il testo oppure affiderà la soluzione del problema all’aula parlamentare, esponendosi così al rischio che il governo possa andare in minoranza. Al momento il segretario è negli States e non commenta. Commenta invece il Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Basta conservatorismi, sul lavoro serve coraggio”. A buon intenditor poche parole.

 

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