Lavoratori aggrediti, la Cgil Trasporti chiama in causa Campidoglio e Regione

Lavoratori aggrediti, la Cgil Trasporti chiama in causa Campidoglio e Regione

E’ un vero e proprio bollettino di guerra quello diffuso dal Segretario della Filt Cgil Lazio, dopo l’ennesima aggressione ad un mezzo pubblico della Trambus. Si tratta di episodi noti alle cronache, ma di altre decine di di piccoli fatti, che non finiscono su giornali e telegiornali, ma che danno comunque il senso di un clima di illegalità diffusa a Roma e nella provincia di Roma. Emblematici i fatti descritti nel dettaglio dalla Cgil:  “16 luglio: autista Cotral aggredito a Tivoli; 19 settembre: capotreno Trenitalia aggredito a Nettuno; 20 settembre: autista Atac aggredita a Corcolle”. Ma si potrebbe continuare a lungo con altri piccoli e grandi episodi. Vanno giù duro i segretari della Filt Cgil di Roma e Lazio Stefano Monticelli ed il segratrio della Cgil di Roma e del Lazio Eugenio Stanziale: “I fatti indicano una cosa chiara e cioè che le inefficienze del sistema di trasporto pubblico locale e delle aziende con la loro gestione inefficace si scaricano tutte, sempre e solo, sui lavoratori. Non c’è più spazio per il gioco delle parti – aggiungono i sindacalisti – Comune e Regione dicano con chiarezza cosa intendono fare del trasporto pubblico della Regione e della Capitale, anche alla luce di quanto da noi dichiarato più volte in passato e ribadito meno di dieci giorni fa in una lettera firmata insieme a Cisl e Uil e inviata direttamente all’assessore Improta. Nei prossimi giorni – proseguono – i lavoratori dei trasporti, a cominciare da quelli di Atac, saranno impegnati in un presidio per spiegare alla cittadinanza le reali motivazioni dei disservizi che subiscono e per dire ad azienda e istituzioni che l’inefficienza del trasporto pubblico non li divide, ma anzi li unisce nella forte richiesta di un salto di qualità nell’azione e di un’assunzione di responsabilità. E’ evidente a tutti che se un sistema fatto di più di 250 milioni di chilometri non funziona, la responsabilità non può essere certo di chi la mattina si sveglia e mette in moto un autobus o presidia una stazione”.

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