La crisi morde l’artigianato: oltre un milione le imprese in affanno

La crisi morde l’artigianato: oltre un milione le imprese in affanno

Burocrazia, bassi consumi, stretta sul credito e tassazione alle stelle: quasi un milione e mezzo di imprese sono in affanno. Lo rivela un’indagine della Cgia Mestre sulle cause della crisi che sta colpendo l’ artigianato del Belpaese. Ad oggi le aziende in difficoltà sono 1.380.000 in tutta Italia, che danno occupazione a oltre 1.500.000 lavoratori.

 

Lo studio mette a confronto i dati dell’ultimo quinquennio, ponendo l’accento sull’aumento del costo dell’energia elettrica e del gasolio, che dal 2008 ad oggi sono aumentati rispettivamente del 21,3% e 23,3%. A incidere sui fatturati delle Pmi nostrane c’è poi il calo dei consumi: rispetto a 5 anni fa le famiglie hanno contratto le spese del 6,6%. E non sono solo questi i fattori di preoccupazione. I prestiti delle banche alle aziende con meno di 20 addetti sono diminuiti del 10%, che tradotto in euro fanno 17 miliardi in meno per le micro attività. Oltre ai fattori congiunturali, va considerato anche il peso specifico di tassazione e adempimenti burocratici: questi ultimi, da soli, costano 31 miliardi di euro ogni anno alle imprese, mentre l’imposizione fiscale ha toccato quota 43,3%.

 

Tra le professioni che maggiormente hanno sofferto la crisi dal 2008 ad oggi ci sono i muratori, in calo del 24,7% (-177.220 unità), e gli addetti nel tessile, abbigliamento e legno (-23,9%, -109.250 lavoratori). L’emorragia non ha risparmiato idraulici ed elettricisti (-100.240 posti di lavoro, -18,2%), né frigoristi e camionisti, rispettivamente calati del 19,2% e 8,3%.

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