Jobs Act, Fassina replica: “Inaccettabile. E’ un diktat sullo Statuto”

Jobs Act, Fassina replica: “Inaccettabile. E’ un diktat sullo Statuto”

E’ subito polemica sulle nuove assunzioni con contratti a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio proposte dal governo. Lo scarso entusiasmo della sinistra e delle organizzazioni sindacali è evidente di fronte al ddl Poletti depositato dall’esecutivo questa mattina in commissione Lavoro del Senato.

Giuseppe Civati (Pd) è intervenuto questa mattina su Radio24 dichiarando:”La probabilità di elezioni a primavera è del 70%”. Fassina richiede un confronto sulla riforma all’interno del Pd e della maggioranza, respinge l’idea di un procedimento d’urgenza su “una legge fondamentale” e afferma: “Agire per decreto sullo statuto dei lavoratori è inaccettabile”.

La discussione si accende sull’articolo 18, che dovrebbe essere modificato a tal punto da alterarne la funzione. La proposta del governo, infatti, è quella di introdurre indennizzi proporzionati al grado di anzianita’ dei lavoratori licenziati invece di reinserirli fra i dipendenti. Il segretario generale della Cigil, Susanna Camusso, intende mettere a punto un’iniziativa con il sindacato volta a unificare il mondo lavorativo e ad allargare le tutele.  Critica l’emendamento e dichiara: “L’articolo 18: scalpo per i falchi dell’Unione europea”. 

Taddei (Pd) sottolinea che “Renzi ha detto ‘estendiamo le tutele, superiamo l’apartheid non abroghiamo l’articolo 18’. Questo è il solito discorso che parte per la tangente”. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, aggiunge che l’articolo 18 è un’ossessione: “Si vuole dare in pasto all’opinione pubblica una discussione che non ha senso.”

“Su lavoro avanti con riforme proposte da Matteo Renzi. Bene ipotesi modello tedesco con mediazione di Cesare Damiano. Non fermiamo il confronto” scrive su Twitter il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia.

Le reazioni da parte di Fiom e Uil

Maurizio Landini, il leader della Fiom, non ci gira troppo intorno e afferma: “In queste ore riparte la filippica sull’articolo 18. Ci si dice che l’Europa ci chiede questo. Bisogna proprio dire basta, ci hanno rotto le scatole”. Anche il segretario Uil, Luigi Angeletti, respinge la modifica annunciata da Renzi. “È inutile in termini di creazione di posti di lavoro” mentre il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, in controtendenza dichiara: “Anche l’articolo 18 deve essere oggetto di una revisione, non deve essere il punto di partenza della discussione ma il punto di arrivo”. Ricordiamo che oggi il direttivo Cgil si pronuncerà sullo sciopero generale.  

“Una riforma rivoluzionaria per sostenere la ricollocazione”

“Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti è una buona notizia per i giovani italiani. Il risultato atteso è che gli imprenditori scelgano di assumere le ragazze e i ragazzi a tempo in indeterminato, evitando il ricorso ai contratti atipici e alle finte partite Iva che costringono i giovani ad una permanenza nella precarietà”. Ad affermarlo è la senatrice Annamaria Parente, capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro, che spiega come la Commissione “approverà la delega nei prossimi giorni”. 

“Il disegno di legge delega Jobs Act – prosegue Annamaria Parente – è una riforma rivoluzionaria del mercato del lavoro perché istituisce le politiche attive, con la creazione di un’Agenzia nazionale per l’impiego che seguirà il lavoratore nel corso dell’intera vita professionale, attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali, i corsi di formazione e il sostegno concreto alla ricollocazione. Senza questa seconda e fondamentale gamba il sistema è destinato a fallire ed è per questo che la legge di stabilità dovrà contenere risorse adeguate alla reale riforma degli ammortizzatori sociali”, conclude.

Semplificare i contratti e estendere il minimo salariale ai co.co.co.

L’emendamento all’articolo del Jobs Act che riguarda la delega sul riordino delle forme contrattuali ha l’obiettivo di creare un “testo organico semplificato delle discipline, delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro”. Il governo e i partiti di maggioranza hanno concordato un progetto che semplifica il maremagnum di documenti fra datore di lavoro e dipendenti e possa garantire maggior tutela ai lavoratori. 

La proposta di riforma prevede, inoltre, l’estensione “del compenso orario minimo” ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, oltre che ai lavoratori subordinati. 

Il relatore del provvedimento, Maurizio Sacconi (Ncd) si dichiara soddisfatto“La nuova formulazione prevede un testo unico semplificato sulla disciplina complessiva dei rapporti di lavoro, sostitutivo dello Statuto dei lavoratori con particolare riguardo ai tanto discussi articoli 4, 13 e 18”. 

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