Corcolle, assalto a bus: “Ho vissuto momento di panico totale”

Corcolle, assalto a bus: “Ho vissuto momento di panico totale”

“Ho vissuto minuti di panico totale, con l’autobus tempestato di calci e pugni da 30-40 persone, quasi tutti di colore, che mi urlavano di tutto. Hanno pure lanciato da fuori una bottiglia, che come un proiettile ha frantumato un vetro. Nel frattempo la gente attorno se ne fregava: forse è stata proprio l’indifferenza la cosa più brutta. È uno schifo”. È il racconto, dopo una notte insonne per lo shock subito, di Elisa D.B., 33 anni, autista dell’Atac che ieri sera è stata aggredita due volte mentre guidava una vettura della linea 042, nella zona di Corcolle, periferia est di Roma. “Ero arrivata alla fermata di San Vittorino, una delle ultime prima del capolinea, senza nessun passeggero a bordo – spiega – quando mi sono trovata davanti tutta quella gente. Sembravano ubriachi, e poco dopo ho sentito rompere un vetro con una bottiglia”. Sfruttando un varco che si era aperto tra di loro, prosegue Elisa, “sono riuscita a superarli, ma ormai non c’erano più i requisiti. Ho chiamato subito l’ispettore, che mi ha detto di fermarmi al primo capolinea, Corcolle appunto. Dal momento che non ero ferita ho acconsentito a rientrare, invece quando sono arrivata lì è stato il panico”. Infatti “il gruppo di prima mi aspettava sul posto” e così arrivano “cazzotti sui vetri, rompendo completamente quello già frantumato, calci, insulti tipo ‘aprimi o t’ammazzo’, aggressioni verbali violentissime, mentre cercavano di aprire le porte. Menomale che ho fatto in tempo a chiudere almeno il finestrino laterale”. Elisa suona all’impazzata il clacson ma “intorno non accadeva nulla, tutti gli altri che passavano andavano avanti per conto loro. Sono tutti bravi a fare i video quando noi stiamo al cellulare mentre guidiamo, però quando succedono questi fatti, non muovono un dito”. Ora la donna, alla prima esperienza del genere, ha sporto denuncia ai Carabinieri e si è recata al pronto soccorso “perché non mi sento bene, non ho chiuso occhio per la paura”. E Micaela Quintavalle, presidente del sindacato Cambia-menti M410, che ha diffuso sulla sua pagina Facebook la notizia dell’aggressione, attacca: “Sono schifata da quanto è successo, e pronti a scendere in piazza se non vengono prese subito misure di protezione. Episodi di questo tipo accadono sempre più spesso, l’ultima volta mercoledì sera in occasione della partita della Roma un collega è stato aggredito da alcuni tifosi giallorossi solo perché aveva un accento napoletano”. Ora, chiede Quintavalle, “devono arrivare più cabine blindate soprattutto sulle linee periferiche: gli utenti sono sempre più arrabbiati e la pressione è diventata quotidiana”.

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