Contador si prende la Vuelta a España

Contador si prende la Vuelta a España

Si è conclusa nel migliore dei modi, per i tifosi di casa, l’edizione numero 69 della Vuelta a España, che ha visto il terzo sigillo in questa corsa a tappe per il beniamino di casa Alberto Contador (Tinkoff-Saxo). Il pistolero spagnolo, infatti, nonostante si fosse presentato in condizioni non ottimali alla partenza della Vuelta, per la rottura della tibia rimediata al Tour de France, ha “sparato” le sue cartucce migliori, conquistando meritatamente il successo davanti al britannico del Team Sky, Chris Froome, e all’altro corridore di casa Alejandro Valverde (Movistar). Quinta posizione nella generale per il nostro Fabio Aru (Astana), nono posto per Damiano Caruso (Cannondale). Per Contador, questo è il sesto grande Giro del suo palmares, dopo i Tour de France 2007 e 2009, il Giro d’Italia 2008 e le Vuelta a España 2008 e 2012. Ricordiamo, inoltre, che per la positività al salbutamolo nel Tour 2010, gli sono stati cancellati lo stesso Tour e il Giro 2011. Nella speciale classifica dei ciclisti più vincenti nei grandi Giri, lo spagnolo occupa la sesta posizione, dietro Merckx (11), Hinault (10), Anquetil (8), Coppi (7) e Indurain (7).

I complimenti a Contador – L’ultimo atto della Vuelta si è consumato al cospetto delle spoglie di Giacomo il Maggiore apostolo di Gesù. La cronometro individuale di chiusura, infatti, ha ripercorso gli ultimi chilometri del celebre cammino che conduce a Santiago de Compostela, per un totale di 9700 m che hanno visto il trionfo del nostro Adriano Malori (Movistar) con il tempo di 11’12”. Gli organizzatori non potevano scegliere percorso migliore per permettere al detentore della maglia rossa di ripensare al cammino coperto e alle difficoltà superate, prima di riuscire a godere della consacrazione da parte del pubblico sulla strada. Soprattutto, se il vincitore ha dimostrato di essere il più forte, come ha fatto Contador, e come ha ammesso lo stesso Froome, secondo della generale, dopo aver cercato invano di distanziare il rivale spagnolo nella ventesima impegnativa frazione: “I miei compagni hanno cercato di rendere dura la corsa, per permettermi di attaccare Contador, ma lui è stato più forte di me.” Rimane un peccato non aver visto questi grandi campioni lottare in salita insieme a Nairo Quintana (Movistar), costretto al ritiro nell’undicesima frazione per la frattura scomposta della scapola destra.

Soddisfazione azzurra – Per quanto riguarda i colori italiani, Fabio Aru ha dimostrato di avere la stoffa per diventare un fuoriclasse. Il ragazzo sardo dell’Astana (classe 1990), dopo l’exploit allo scorso Giro d’Italia, dove ha conquistato il podio, si è confermato in questa Vuelta, piazzandosi 5° nella generale e conquistando due vittorie di tappa. Nel ciclismo moderno, trovare due picchi di forma in una stagione è davvero difficilissimo, eppure Aru è riuscito a lottare, così come al Giro, con i migliori ciclisti del panorama internazionale: “Per me è già un onore – ha dichiarato il sardo – poter correre contro questi grandi nomi.” Noi gli auguriamo che tra qualche anno, un giovane possa dire lo stesso dopo aver pedalato al suo fianco. L’Italia ha potuto godere anche per la vittoria di Alessandro De Marchi (Cannondale), vero cacciatore di tappe selezionato anche da Cassani per la Nazionale, bravissimo nel finalizzare un’azione partita da lontano nella settima frazione. Senza dimenticare, ovviamente, il successo di Adriano Malori nell’ultima tappa andata in scena oggi. Questi tre azzurri li rivedremo, quasi sicuramente, al Mondiale di Ponferrada. Speriamo siano in grado di farci gioire anche in quella circostanza.

 

Lando Peda

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