Consap e Federpol, primo confronto pubblico fra sicurezza pubblica e investigazione privata

Consap e Federpol, primo confronto pubblico fra sicurezza pubblica e investigazione privata

“Gli investigatori privati sono diecimila occhi sulle città che possono contribuire a restituire la percezione della sicurezza ai cittadini” con queste parole il Vice Capo della Polizia Vicario prefetto Alessandro Marangoni si è rivolto ad un platea di centinaia di poliziotti ed investigatori privati, ieri mattina in occasione del convegno sul tema sicurezza integrata: ricetta possibile in tempo di spending review, mentre il Vice Ministro dell’Interno Filippo Bubbico riconoscendo il contributo che può arrivare dai privati ha auspicato un costante innalzamento del livello “reputazionale” di queste agenzie investigative.

La tavola rotonda promossa dalla CONSAP sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato in collaborazione con Federpol la Federazione Italiana degli istituti Privati per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza, ha visto gli interventi di personalità istituzionali e politiche come il Prefetto Marangoni, il Vice Ministro dell’Interno Filippo Bubbico, l’onorevole Emanuele Fiano della Segreteria del Pd e il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia.

Giorgio Innocenzi Segretario Generale della Consap e Agatino Napoleone presidente di Federpol hanno aperto i lavori sottolineando l’apporto che in un quadro di complementarietà con la prevalente sicurezza pubblica, possono fornire gli operatori privati della sicurezza, soprattutto in tema di risparmio per la spesa pubblica.

“Nell’ultimo quinquiennio – ha detto Innocenzi – i comparti della sicurezza hanno subito tagli per oltre quattro miliardi di euro che hanno prodotto carenze e un cronico deficit di mezzi e strutture, una contingenza che ha contribuito alla crescita della sicurezza integrata quale strumento attuativo di politiche che integrano le competenze esclusive dello Stato, con quelle di enti locali e soggetti privati operanti sul piano della prevenzione, si è di fatto aperta una strada nuova, che attraverso la compartecipazione e la condivisione di obiettivi e strategie, può dare concrete risposte alla crescente percezione di insicurezza dei cittadini”. Dal canto suo il presidente di Federpol ha sottolineato in un passaggio del suo intervento l’apporto che può arrivare dall’investigazione privata alla sicurezza pubblica: “Gli investigatori privati affrontano già sul campo bullismo, droga, vandalismo, aree da bonificare, commerci illeciti, truffe assicurative, abusivismo, contraffazione dei marchi. Non tutti forse sanno che gli investigatori privati stanno già sulla strada: hanno occhi aperti sulla città da mettere a disposizione della collettività e possono fornire informazioni preziose a costo zero, che potrebbero contribuire a disegnare un quadro più ampio ed efficace di prevenzione e deterrenza, che deve necessariamente passare dalla raccolta di informazioni e dalla valutazione di strategie preventive”.

Questo primo pubblico confronto fra sicurezza pubblica e privata, è stato sottolineato di tutti i relatori, apre una strada di collaborazione che può dare benefici sul piano economico e sociale per creare un nuovo e sempre più efficace modello di sicurezza per il nostro Paese.

La relazione del Dirigente Sindacale della Consap Mario Gagliardi, che ha fatto seguito all’applaudito intervento del Direttore Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale Castrese De Rosa ha poi inquadrato la portata economica del fenomeno e le potenzialità che si possono mettere in campo individuando, pur in mancanza di dati ufficiali, la movimentazione dei servizi privati di sicurezza in quasi 1200 miliardi di euro e le forze in campo vicine ai 50 mila operatori.

A margine, e inevitabilmente, si è toccato anche il nodo del tetto salariale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, cosi su sollecitazione esplicita della brillante moderatrice del convegno, la giornalista Ilaria Garaffoni a chiarire dove sarebbero stati reperiti i soldi per chiudere la vertenza, l’onorevole Fiano, componente della segreteria del partito del premier ha assicurato che l’incontro del 7 ottobre fra governo e sindacati sarà decisivo per lo sblocco e che una cospicua parte dei fondi è gia stata recuperata da pregressi risparmi delle amministrazioni competenti.

Altro garbato scontro dialettico ha destato la parola “sciopero generale” minacciato dal comparto sicurezza, l’esponente Pd, come aveva già fatto il Presidente del Consiglio Renzi, ha invitato, attraverso la Consap tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, a non evocare ciò che è vietato per legge, la replica è arrivata dal Segretario Generale della Consap Innocenzi che ha sottolineato il chiaro spirito provocatorio della minaccia che d’altro canto ha avuto il merito di destare l’attenzione di una classe politica disattenta: “Dopo quel duro comunicato congiunto – ha chiarito – abbiamo potuto interloquire con tutti: Ncd, Pd, Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle ed anche, in ultimo, per conto di Forza Italia con l’ex premier Berlusconi e oggi arrivano le rassicurazioni di un autorevole esponente della segreteria del partito del premier che ci dice che i soldi sono stati trovati, mi preme anche sottolineare che il cartello non ha chiesto aumenti che sarebbero improponibili in regime di revisione di spesa ma soltanto lo sblocco del tetto salariale, ossia il trattamento economico connesso all’anzianità maturata e alla qualifica ricoperta, che da quattro anni ci viene negato, senza recupero”.

La parola conclusiva a questa querelle è arrivata dal Vice Capo della Polizia Vicario Marangoni che in proposito ha detto: “io non ho mai pensato che i poliziotti avessero veramente voglia di scioperare sanno cos’è la legge e sanno che la legge prima di farla applicare devono applicarla loro, ma ne abbiamo accolto e raccolto lo spirito provocatorio”.

Massimo D’Anastasio

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