Confcommercio, redditi delle famiglie in calo

Confcommercio, redditi delle famiglie in calo

Acquisti in crisi e redditi più bassi: questo è il quadro dell’Italia che ci fornisce la Confcommercio. Nel rapporto sui consumi la notizia è chiara: le entrate disponibili delle famiglie sono tornate ai livelli di 30 anni fa. Nel 2014, infatti, è stato registrato un reddito di 17.400 euro (come nel 2013), simile a quello del 1986 che raggiungeva i 17.200 euro.

I settori che hanno subito con forza gli effetti negativi di tale cambiamento sono stati sicuramente il commercio di abbigliamento e calzature, seguito dall’alimentazione domestica e quella consumata fuori casa per poi arrivare alla salute e benessere. L’immagine della società di oggi appare molto cambiata:  il rapporto sottolinea come nel complesso gli italiani consumino molti più servizi che beni.

La “terziarizzazione” dei consumi è una scelta  obbligata che molte famiglie italiane devono affrontare quotidianamente. I servizi coprono ormai il 53% della spesa totale e fra questi le “uscite” obbligate non lasciano molto margine di scelta su come impiegare i guadagni che ogni famiglia ha a disposizione. Parliamo ad esempio di benzina, sanità, assicurazione, casa e tutti quei versamenti a cui si deve far fronte inderogabilmente ogni mese.  

In sostanza si spende meno e solo per il necessario. Gli acquisti extra diventano così un lusso da concedersi con parsimonia, come conferma il rapporto della Confcommercio. Negli ultimi otto anni, infatti, gli acquisti delle famiglie continuano a diminuire.  Guardando il fenomeno da un punto di vista più ampio, poi, si osserva come il reddito disponibile per beni e servizi commercializzabili, una volta escluse le spese, sia sceso da 14.300 euro del 1992 a 10.900.

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