Art.18, Grillo: “Riforma infame, sarà scontro”

Art.18, Grillo: “Riforma infame, sarà scontro”

Beppe Grillo si prepara ad un nuovo scontro con Renzi e la maggioranza del Pd, questa volta sull’Art. 18. Stamane, dal suo sito web, passa all’attacco etichettando come “infame” la riforma del Lavoro alla quale lavora lo staff del presidente del Consiglio. Nel post, a firma di Aldo Giannulli, il leader del Movimento 5 Stelle si rivolge direttamente alla minoranza critica dei democratici: “cosa aspettate ad occupare le sedi e far sentire la vostra voce? O siete diventati tutti democristiani?” si legge nella nota. Una spallata, quella di grillo, per mandare a casa Renzi “con l’azione parlamentare e con l’azione di piazza, con gli scioperi, spingendo la minoranza Pd a trarre le dovute conseguenze di quanto accade”. “Renzi -continua la nota- sta riuscendo dove non sono riusciti Monti e Berlusconi, lui, segretario del Pd, sta trattando la Cgil come uno straccio per la polvere”. Sempre riferendosi al sindacato guidato dalla Camusso: “La Cgil raccoglie quel che ha seminato: per tre anni è stata complice assidua delle sciagurate politiche rigoriste di Monti e di Letta, poi ha servito Renzi con zelo degno di miglior causa, sostenendolo massicciamente anche nelle ultime elezioni europee. Adesso riscuote il prezzo dei suoi servigi: viene licenziata come una colf, senza neanche i sette giorni di preavviso e da un Presidente del Consiglio che è anche il segretario del partito che loro votano”. Grillo se la prende anche col Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, che nei giorni scorsi ha appoggiato la linea governativa: Napolitano, secondo Giannuli, “mette i piedi nel piatto e si pronuncia esplicitamente per la tesi governativa, invitando a farla finita con corporativismi e conservatorismi e approvare la riforma a tamburo battente”. Ma come mai, aggiunge, “questo ex dirigente di quello che fu il maggior partito dei lavoratori italiani, trova che ad essere corporativi siano i lavoratori e solo loro? lo avete mai sentito dare dei corporativi o, conservatori ai banchieri, che prendono i soldi della ue, per investirli in altri titoli finanziari continuando a negarli ad aziende e famiglie?”. Quindi l’affondo: “Ci sono i superpagati dipendenti del parlamento che stanno facendo un casino d’inferno perché non accettano una spuntatura delle loro ricche retribuzioni, come, peraltro, avevano fatti i manager di stato, gli alti magistrati ecc. Qualche tempo fa: Napolitano ha mai denunciato questi privilegi e particolarismi? possiamo dire solo una cosa: presidente si vergogni!”.

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