Area metropolitana di Roma: preoccupazione di Cgil, Cisl e Uil

Area metropolitana di Roma: preoccupazione di Cgil, Cisl e Uil
“Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio esprimono grande preoccupazione per la discussione che sembra emergere nelle realtà territoriali circa il processo di riordino del sistema delle Autonomie Locali, determinato dalle disposizioni contenute nella legge 56/2014 (la cosiddetta legge Del Rio). E questo proprio alla vigilia della tornata elettorale di fine settembre-inizio ottobre che, in ogni caso, indicherà nuovi consigli provinciali, nuovi presidenti di provincia, il consiglio metropolitano di Roma”. Così, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri in una lettera indirizzata ai sindaci dei comuni del Lazio.
“Se il dibattito elettorale si accentrerà soltanto sugli equilibri tra Roma capitale e il complesso degli altri comuni dell’area metropolitana o sui costi ridotti o meno degli enti di area vasta, nella prospettiva più nobile o, peggio, emergeranno soltanto le passioni delle alleanze politiche, finalizzate all’acquisizione di posizioni, avremo perso tutti una grande occasione. Per questo – scrivono – Cgil, Cisl e Uil organizzeranno iniziative pubbliche che mettano al centro gli elementi determinanti per coloro che rappresentiamo (lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, pensionate e pensionati) ed intendono proporre a coloro che più esprimono la prossimità ai cittadini alcuni punti critici, che vorremmo entrassero nel dibattito elettorale: 1. L’area metropolitana non è stata concepita per operazioni di cosmesi istituzionale, nelle quali vengono cambiate le targhe di rappresentanza e tutto rimane uguale al passato; la costituzione dell’area risponde a un’evoluzione profonda dei meccanismi di urbanizzazione, dei processi di viabilità e del traffico intracomunali, del pendolarismo e delle direttrici di sviluppo economico, processi che prendono respiro da un trentennio di trasformazioni, soprattutto nel territorio dell’hinterland romano. La nuova organizzazione dei servizi, delle prestazioni, dei presidi territoriali dovrà ora definitivamente tenere conto delle esigenze maturate. 2. Il governo delle cosiddette “aree vaste” rimane necessario per la gestione di diverse materie che non trovano nelle realtà regionale e comunale un ambito ottimale di riferimento; per questo sarà fondamentale acquisire gli esiti delle definitive determinazioni della conferenza unificata stato-regioni, nel merito dell’allocazione delle risorse umane ed economiche e verificare successivamente se strutture sicuramente favorite dal concetto di area vasta, come i centri per l’impiego e altre, troveranno adeguata collocazione. La “desertificazione territoriale”, conseguente a scelte sbagliate nella dislocazione di servizi e sicuramente dannosa per le zone più deboli economicamente e più estese territorialmente, sarebbe un esito drammatico per le trasformazioni in corso. 3. Le risorse umane che dovranno favorire questi cambiamenti epocali debbono essere coinvolte e protagoniste della fase apertasi. Gli accordi siglati da Governo, rappresentanze degli enti e Cgil, Cisl e Uil vanno concretizzati in ogni dimensione territoriale per favorire la migliore dislocazione della forza lavoro, il rispetto delle professionalità e dei diritti acquisiti, un trasparente e utile quadro di monitoraggio delle nuove esigenze di organico. Saremmo soddisfatti se giornalisti e politici, appassionati di sforbiciate lineari ai numeri e al ruolo del lavoro pubblico, acquisissero maggiore consapevolezza di quante competenze significative si possano palesare, se ben utilizzate, nel personale di province e comuni. Questi sono solo alcuni dei punti di interesse che riteniamo prioritari”. “Cgil, Cisl e Uil – concludono i segretari – sono disponibili fin da subito a momenti di interlocuzione con la rappresentanza politica sul territorio per approfondire e allargare il quadro proposto”.

 

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